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Carenza di magnesio e alluminio

Materie prime e industria

Carenza di magnesio e alluminio: cosa è successo nel 2021

Nel 2021, alla carenza di microchip e alle difficoltà
nell’approvvigionamento di altre materie prime
si aggiunsero problemi legati alla disponibilità
di magnesio e alluminio.

Questi metalli leggeri trovano applicazione
in numerosi settori industriali,
tra cui quello automobilistico e aeronautico,
grazie alle loro caratteristiche
e alla possibilità di essere utilizzati
nella produzione di componenti e leghe.

IL CONTESTO

Perché il magnesio era diventato una materia prima critica?

Il magnesio viene utilizzato anche
nella produzione di diverse leghe di alluminio.
Nel periodo preso in esame,
una parte molto rilevante del magnesio
utilizzato dall’industria europea proveniva dalla Cina.

Questa forte dipendenza dalle importazioni
rese particolarmente sensibile la catena di approvvigionamento
quando la produzione cinese iniziò a rallentare.

Come si è verificato il collo di bottiglia

Dopo le difficoltà causate dalla carenza di chip,
nel 2021 anche il magnesio necessario
alla produzione di leghe di alluminio
iniziò a registrare problemi di disponibilità.

Il materiale era importante
per numerosi settori produttivi,
tra cui la costruzione di automobili e aeromobili.

Secondo i dati e le valutazioni riportati
nel periodo, circa il 90% del fabbisogno
proveniva dalla Cina.

Il magnesio è un elemento abbondante
nella crosta terrestre,
ma la sua produzione richiede quantità significative di energia.
Negli anni precedenti,
la produzione europea si era progressivamente ridotta,
mentre quella cinese aveva assunto un ruolo predominante.

Nel 2021 la Cina iniziò a limitare
alcune attività industriali ad alta intensità energetica,
anche nell’ambito delle proprie politiche
di riduzione dei consumi e delle emissioni.

A questo si aggiunsero gli effetti
delle precedenti riduzioni della produzione
legate alla pandemia,
che avevano contribuito a modificare
gli equilibri tra domanda e disponibilità.

Produzione di alluminio nel 2020

EFFETTI SUL MERCATO

L’aumento dei prezzi delle materie prime

La riduzione della disponibilità,
unita alla necessità delle aziende
di ricostituire rapidamente le proprie scorte,
contribuì ad aumentare ulteriormente
la pressione sulla domanda.

Nel periodo descritto,
le associazioni di settore manifestarono
preoccupazione per la possibilità
che le scorte disponibili in Italia e in Europa
potessero ridursi rapidamente.

La crisi mise inoltre in evidenza
un problema più ampio:
la forte dipendenza dell’industria europea
da un numero limitato di fornitori
per alcune materie prime considerate strategiche.

Il problema della dipendenza da pochi fornitori

Affidarsi a un numero ridotto di fornitori
può rendere una filiera più vulnerabile
agli eventi che interrompono o rallentano
la produzione e la distribuzione.

Nel caso del magnesio,
la forte concentrazione della produzione
al di fuori dell’Europa rappresentò
uno degli elementi centrali della crisi.

Già nel 2017
il magnesio era stato inserito
nell’elenco delle materie prime critiche
per l’industria europea.

La situazione del 2021 mostrò quindi
quanto le scelte di approvvigionamento
e la diversificazione delle fonti
potessero diventare determinanti
per la continuità produttiva.

Alluminio e magnesio: i rincari registrati nel periodo

Nel periodo analizzato,
anche i prezzi dei metalli
registrarono forti aumenti.


Alluminio

Nel testo originale veniva riportato
un aumento di circa il 60%
nell’arco dei dodici mesi precedenti.


Magnesio

Nello stesso periodo
veniva indicato un incremento
di circa il 75%.

Quali settori potevano essere coinvolti?

Una disponibilità insufficiente di magnesio
avrebbe potuto avere conseguenze
su diversi comparti che utilizzano
questo materiale o le leghe
nelle quali viene impiegato.

Nel contesto del 2021
l’attenzione era rivolta in particolare
a settori come:

  • industria automobilistica;
  • costruzione di aeromobili;
  • produzione industriale;
  • tecnologia medicale.

Il rischio principale era rappresentato
da possibili rallentamenti della produzione
qualora le forniture disponibili
non fossero state sufficienti
a soddisfare la domanda.

Una lezione sulla resilienza delle filiere produttive

La crisi delle materie prime del 2021
ha evidenziato quanto la disponibilità
di materiali apparentemente comuni
possa incidere sull’intera catena produttiva.

La concentrazione delle forniture,
l’aumento della domanda,
i costi energetici e le difficoltà logistiche
possono infatti creare effetti
che si propagano rapidamente
tra settori industriali differenti.

Per le imprese,
la diversificazione delle fonti di approvvigionamento
e una maggiore attenzione alla continuità della supply chain
rappresentano quindi temi strategici
anche oltre la singola emergenza.

Nota sul contenuto

Questo articolo descrive la situazione
delle catene di approvvigionamento
e del mercato delle materie prime
nel periodo 2021.
I dati relativi a disponibilità,
prezzi e quote di mercato
devono quindi essere letti
nel loro contesto storico.

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