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Idrogeno – traino del mercato del lavoro?

Secondo il Ministero federale dell’istruzione e della ricerca, l’idrogeno non solo fornisce un contributo significativo alla transizione energetica, facendo passi enormi verso la sostenibilità nelle industrie, ma crea anche numerosi posti di lavoro.

Il dibattito odierno pone l’accento sulla possibilità di creare migliaia di posti di lavoro, anche in Italia, come già sta succedendo in tutta Europa.

L’idrogeno e il suo potenziale nell’industria

L’idrogeno offre in realtà un grande potenziale in vari settori dell’industria o nell’approvvigionamento energetico. Affinché l’Italia diventi competitiva a livello internazionale, sono necessari ingenti investimenti nell’economia interna.

Si tratta di un investimento a lungo termine, per assicurare la sostenibilità ambientale ed ha vari obiettivi come colmare le lacune nell’approvvigionamento delle centrali elettriche quando l’energia rinnovabile risulta insufficiente a causa delle condizioni meteorologiche.

Una possibile soluzione è lo stoccaggio dell’energia elettrica generata da energie alternative o la sua conversione in combustibili (power-to-gas). L’energia altrimenti in eccesso può essere utilizzata per produrre idrogeno.

Questo viene quindi bruciato per poi riscaldare appartamenti, edifici pubblici o fabbriche. Inoltre, l’idrogeno può essere utilizzato come materia prima per generare altri gas. Tutto questo, ovviamente, ha un enorme impatto sul mercato del lavoro, in quanto per raggiungere così importanti obiettivi è necessario un team di lavoro specializzato e numeroso.

In che modo la tecnologia dell’idrogeno influisce sul mercato del lavoro?

Il vettore energetico idrogeno sta per diventare un mercato di massa ormai in tutto il continente Europeo. Per raggiungere gli obiettivi precedentemente elencati sono necessari moderni sistemi di elettrolisi, in cui l’acqua viene separata nelle sue due componenti: idrogeno e ossigeno.

L’uso di fonti di energia rinnovabile è importante per produrre idrogeno verde. La cosiddetta strategia dell’idrogeno del governo federale, che promuove la creazione di nuovi posti di lavoro con i suoi elevati investimenti in queste aree, è molto coinvolta in questo.

Ma l’aumento dell’uso dell’idrogeno non sta solo avendo un forte impatto sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel campo dell’elettrolisi. Infatti, la nuova fonte di energia non deve solo essere prodotta, ma anche trasportata e immagazzinata, il che richiede una forza lavoro preparata.

Ancora, se l’idrogeno deve essere impiegato per guidare camion, treni o anche aeroplani, è necessario sviluppare azionamenti adeguati che richiedono un lavoratore formato in tale campo.

Che formazione è richiesta?

Per poter coprire i nuovi posti di lavoro, è importante che i lavoratori vengano formati. Idealmente, chiunque voglia lavorare con l’idrogeno e/o le celle a combustibile, dovrebbe possedere una laurea in ingegneria elettrica, o più generalmente in ingegneria.

Poiché il tema dell’idrogeno e della sua generazione è di solito solo accennato e in continua espansione, è molto importante che il tecnico sia sempre aggiornato e preparato sull’argomento. Un valore aggiunto è rappresentato da chi possiede una competenza anche nei settori dei processi elettrochimici o dell’accumulo elettrochimico di energia.

Tuttavia, per la formazione dei neo-esperti, saranno nuovamente necessari finanziamenti statali.

Idrogeno, un territorio con un futuro?

L’idrogeno ha certamente un futuro promettente. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare per generare energia solo da fonti rinnovabili, senza l’impiego dei combustibili fossili. Ecco perché, è così importante la formazione di nuovi specialisti in questo settore, senza la quale non esiste progresso ne gli obiettivi possono essere raggiunti.

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